VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE E PAESAGGISTICO

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VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE E PAESAGGISTICO

Category : Attività 2015

VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE E PAESAGGISTICO

I luoghi, la memoria e l’identità territoriale

di Maria Simone

l patrimonio culturale è il fulcro dell’identità di un territorio, ne costituisce la memoria storica. Tutti i beni culturali, archeologici e storico-artistici, sono le più importanti tracce del nostro passato e ci raccontano di un mondo che non c’è più, ma dal quale proveniamo.

La ricostruzione della propria storia diviene «un principio d’ importanza centrale per la crescita e lo sviluppo di una comunità» (Lago, 2001).  Infatti, se una comunità, è la principale costruttrice del proprio territorio, la memoria culturale di quel  territorio e della comunità che in esso vive,  si esplica nella ricostruzione, nella salvaguardia e nella valorizzazione delle stratificazioni storiche del territorio.

Ma perché il territorio, lo spazio vissuto di quella comunità, possa restituire i parametri  interpretativi della sua storia e delle trasformazioni che vi si sono succedute per intervento dell’uomo o di fattori estranei alla volontà umana, è necessario riconsiderare i luoghi come elementi culturali chiave.

L’intero territorio in quest’ottica  deve essere considerato come esito dei processi stratificatisi nel tempo e quindi, l’armatura  culturale del territorio diviene  la matrice dell’identità dei luoghi e la linea maestra per lo sviluppo locale”    (Maurizio Carta,2002)

L’identificazione del patrimonio culturale territoriale: il tessuto culturale e l’evoluzione  specifica  dei luoghi , definiscono nell’insieme  le qualità territoriali che occorre leggere come risorse da conoscere, interpretare, conservare, incrementare e comunicare.

Qualunque azione per la valorizzazione del patrimonio del territorio, volto alla  identificazione del patrimonio culturale territoriale, parte dalla  individuazione e  studio dei singoli beni (sistemi  abitativi, sistema delle grotte) morfologia ed uso del territorio : paesaggio   e sistema territoriale e  non può  prescindere della percezione dei luoghi degli abitanti.

Le visioni e percezioni personali e collettive, in cui convivono i luoghi della memoria individuale, frutto della conoscenza e della frequentazione, le porzioni di spazio conosciute o ignorate, i percorsi per raggiungere i ‘posti’ o  la casa, ecc., la memoria emozionale che valorizza i luoghi delle vicende personali, dell’amore, della vita, ma anche della morte, i luoghi  con la loro stratificazione storica collettiva , riportano alla luce vicende, gli edifici storici, i monumenti, ecc.. nell’insieme questi elementi  disegnano le  mappe dei luoghi  necessarie per individuare gli scenari futuri, i modelli di sviluppo, le potenzialità, i punti di forza e di debolezza di un territorio e  sono determinanti  per la valorizzazione del patrimonio.

In tal modo si evidenzia   il valore del senso dei luoghi,  non in nome di una generica civiltà del passato o di una natura sempre e comunque bella, ma in quanto riconosciuto come parte integrante del patrimonio valoriale della comunità che lo ha espresso, patrimonio irrinunciabile che può costituire l’avvio di un  percorso e un processo di condivisione e partecipazione per la costruzione  di un percorso per lo sviluppo sostenibile nella prospettiva di una  democrazia partecipativa e deliberativa.

Esiste un’immagine collettiva o pubblica della città, cioè comune a tutti i suoi abitanti? Esistono luoghi cui tutti i cittadini attribuiscono valore? Quali sono gli elementi attrattivi, quali quelli repulsivi del territorio? Occorre partire da queste domande per  comprendere quale sia  la percezione del territorio e le principali criticità aperte, il vissuto quotidiano, per definire l’immaginario collettivo .

L’identità culturale è indissolubilmente legata al senso di appartenenza e quindi al profondo rapporto dell’uomo con quanto lo circonda. Tale appartenenza ha una dimensione sociale e collettiva; essa si trasmette quindi all’uomo nella sua sfera individuale e lo definisce. L’identità non è un valore cristallizzato nel tempo, anzi si costruisce in modo dinamico. L’uomo, socialmente caratterizzato deve agire come protagonista nella formazione dell’identità della sua comunità. Nella misura in cui l’identità è collettiva…le forme l’architettura costituiscono un eccezionale documento storico che testimonia i vari processi culturali. Architettura e paesaggi urbani parlano dell’identità del passato e di quella del presente.

Il patrimonio culturale del nostro territorio murgiano è  fatto di pietre,  di archetipi e con questo dobbiamo fare i conti per  esplicitarne tutta la sua capacità di contribuire alla costruzione della società, non possiamo mettere fra parentesi i significati, curando le pietre come se non avessero un significato. Dobbiamo curare le pietre per fare in modo che le pietre ci parlino. Questa è una sfida ed è una sfida che in larga misura ci unisce. Di pietre e di acqua è costituito il centro storico ..basole in calcare per la pavimentazione delle strade, case per lo più monocellulari con scale esterne che si aprono in piazzette al centro delle quali vi è il pozzo…La pietra è la dominante del paesaggio agrario caratterizzato da muretti a secco che delimitano le singole proprietà fondiarie…”specchie” che raccolgono le pietre derivanti dallo spietramento del terreno…cisterne in pietra e “lamie” o masseria costruite in pietra. La pietra appuntita, calcare affiorante è la dominante del paesaggio murgiano del territorio.  Questi elementi sparsi nel territorio insieme ai monumenti ed agli altri beni..chiese e palazzi riconosciuti che   espressione di storia e di valori che vanno ben al di là dell’estetica, segnano l’identità del nostro territorio.

Inoltre sono presenti in modo sia concentrato che diffuso, segni della profonda religiosità popolare: la presenza di numerose chiesette nel centro storico e luoghi di culto diversi sparsi nel territorio come l’ importante centro religioso del  Convento “Santa Maria degli Angeli” (elemento attrattore ed identitario).   “La fede è, in realtà, l’elemento motore della storia. L’arte sacra e i beni ecclesiastici, fanno parte della nostra  memoria . La popolazione dei piccoli centri urbani  lontani dalle “grandi cattedrali” praticando una fede genuina faceva della parrocchia l’unico centro di interesse intorno alla quale far ruotare la propria esistenza terrena.  La realtà della chiesa locale si faceva spazio tra le vite umane la cui giornata era scandita dal sorgere e dal tramontare del sole, all’ombra del suo campanile. La chiesa parrocchiale o altri luoghi forti della devozione popolare era luogo di ritrovo, di tradizioni religiose, che animavano la gente e ne caratterizzavano gli usi e i costumi terreni. La parrocchia luogo intorno al quale ruotava l’urbanistica del tempo, era insomma, al centro e nel contempo il centro dell’attenzione del paese.

Il nostro patrimonio storico e artistico ecclesiastico rappresenta quindi, una potenziale risorsa capace di portare una presenza turistica qualitativamente elevata e non necessariamente “stagionale”. Il turismo culturale e religioso ,il turismo lento, come alternativa   insieme alla  storia e  cultura connotata da caratteri religiosi e da elementi demoetnoantropologici  attraverso i diversi beni mobili e immobili d’interesse storico e artistico presenti sul territorio. Le feste religiose e le numerose tradizioni presenti nel territorio, poi  sono sentite ancora come legame con il passato delle comunità che rappresentano i luoghi della memoria e dell’identità del nostro Paese.

Le “tradizioni” religiose sono state e sono in parte ancora la base di un tessuto sociale e di un’educazione al mondo religioso che sin dalla giovane età si è chiamati a vivere. Costituisce perciò un tale fenomeno di “cultura popolare” ma pur sempre un patrimonio prezioso da favorire e coltivare.                                                                                                           Se il patrimonio culturale è ben valorizzato, tutelato e conservato, si mette in moto un processo virtuoso che si concretizza in benessere economico in quanto la ricchezza di beni artistici attira il turismo e quindi comporta consistenti ricadute positive, anche sull’occupazione.

Altro elemento da valorizzare è  Il paesagggio murgiano con i suoi squarci paesistici, i fenomeni carsici superficiali ed il paesaggio agrario con i suoi ulivi e vigneti  che rappresenta per la Puglia oltre che un elemento rilevante della realtà produttiva agricola, uno dei più forti elementi identitari

L’identità di questo paesaggio è  riconoscibile, nonostante i numerosi processi di  omologazione territoriale in atto, nell’articolazione delle sue componenti strutturali, rappresentate non solo dal sistema agricolo-produttivo degli impianti , ma anche dall’organizzazione storico-insediativa che si articola tra insediamenti rurali masserie,  ville rurali della borghesia sette-ottocentesca, e infine dalla struttura geomorfologia delle lame e dal sistema idrico del sottosuolo ad esse connesso; in parti di territorio come la nostra è evidente il legame intrinseco tra identità da valorizzare  e caratteri produttivi, storicamente legati alla “cultura” agricola della produzione , che ha avuto come effetto indotto, e non come causa, la creazione del paesaggio nostro paesaggio agrario.

 In definitiva, per riferirsi al nostro territorio, elementi forti da valorizzare sono:

  • il  valore di posizione (il territorio di Cassano si situa tra Murgia e Premirgia…Aria Metropolitana e Parco dell’Alta Murgia. Sulla direttrice Bari Matera.)
  • Il Valore degli elementi naturalistici (boschi naturali ed artificiali, il paesaggio agrario )
  • la possibilità di percorsi lenti nella murgia, il turismo religioso e valorizzazione degli elementi identitari religiosi e contadini…

Ma se  questi sono gli elementi forti, in un’ottica sistemica è l’immagine complessiva del territorio che deve essere promossa. Il processo di formazione di un’immagine per il marketing territoriale e’ essenzialmente un processo di selezione. All’interno del multiforme spettro di anime caratterizzanti un territorio – le sue caratteristiche morfologiche, i suoi valori paesaggistici, i suoi aspetti demografici, il suo tessuto economico, le sue caratteristiche sociali, le sue inclinazioni culturali, viene scelta una serie di elementi ‘bandiera’ che possano risultare, per vari motivi, di particolare attrazione per attori esterni, e che possano essere compatibili con la percezione che gli abitanti del luogo hanno di se stessi e del proprio stile di vita: ”La promozione di un’immagine- luogo diviene una questione di mercificazione del luogo stesso svolta attraverso una rigorosa selezione dalle sue molte caratteristiche” (Mad- sen, 1992, p. 633).      Milman e Pizam (1995) hanno definito l’immagine nel campo del marketing turistico individuandone tre componenti principali: il prodotto (all’interno del quale vanno compresi il prezzo, le attrazioni, il carattere di esclusivita’ , il fascino di eleganza, ecc.);il personale (che comprende in generale il comportamento dei lavoratori del settore turismo con i quali il cliente viene a contatto, e che quindi include guide, operatori degli alberghi e dei ristoranti, accompagnatori, personale dei mezzi di viaggio, ecc.);l’ambiente, cioe’ l’insieme delle caratteristiche propriamente geografiche della localita’, da quelle naturali (quantita’ di verde, salubrita’ dell’aria, ecc.) a quelle contingenti (andamento climatico e atmosferico), da quelle antropiche (usi, costumi, tradizioni) a quelle infrastrutturali (alberghi, campeggi, ostelli, ristoranti, musei, ecc.) in definitiva il patrimonio culturale.


Eventi

  • 8 aprile 2016 – Cassano scienza
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  • 24 aprile 2016 – Escursione sul promontorio del Gargano
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  • 23 giugno 2017 – 23 giugno La FICLU a parigi..incontro con Irina Bukova
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